Ricevuta per prestazione occasionale o di pagamento
La ricevuta per una prestazione di lavoro autonomo occasionale (con la ritenuta d’acconto del 20 % quando paga una scuola, un ente o un’azienda) o una ricevuta di pagamento generica: scrivi i dati una volta, la pagina calcola ritenuta, marca da bollo e netto, scrive l’importo in lettere e numera le ricevute dell’anno. Il PDF è pronto da stampare e firmare.
Come si usa
- Scegli il tipo di ricevuta e scrivi i dati di chi riceve il pagamento e di chi paga.
- Scrivi per che cosa e l’importo: ritenuta, marca da bollo e netto si calcolano da soli.
- Scarica il PDF, stampalo, firmalo e consegna l’originale a chi paga.
Perché nel browser
Molti fac simile di ricevuta sono file Word da riempire a mano, con i conti da fare con la calcolatrice, e i siti che li compilano spesso chiedono di registrarsi e tengono i tuoi dati. Qui la ricevuta si crea nel browser: codice fiscale, indirizzo e IBAN restano sul tuo dispositivo e servono solo a ritrovarli la prossima volta.
Domande frequenti
Quando si fa la ricevuta per prestazione occasionale?
Quando ricevi un compenso per un lavoro fatto da solo, senza partita IVA e senza continuità: una lezione, un corso, una consulenza, una traduzione. Si fa quando vieni pagato, con un numero che ricomincia da 1 ogni anno, e va consegnata a chi paga; tu ne tieni una copia.
Quando c’è la ritenuta d’acconto?
Quando chi paga è un sostituto d’imposta: una scuola o un altro ente pubblico, un’azienda, un’associazione, un professionista con partita IVA (non in regime forfettario). Trattiene il 20 % del compenso lordo e lo versa allo Stato per te; tu lo scali nella dichiarazione dei redditi. Se paga un privato, la ritenuta non c’è e il netto è uguale al lordo.
E i rimborsi spese?
Si scrivono a parte e si tengono le ricevute delle spese. Se c’è anche un compenso, per l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 49/E del 2013) la ritenuta del 20 % si calcola su tutto quello che ricevi, rimborsi compresi: le spese documentate le togli poi nella dichiarazione dei redditi. Se ricevi solo il rimborso delle spese necessarie, senza compenso, la ritenuta non c’è.
Serve la marca da bollo?
Sì, se la somma della ricevuta (compenso più rimborsi) supera 77,47 €: una marca da bollo da 2 € incollata sull’originale (la pagina lascia il riquadro in alto a destra) e, se vuoi, il suo numero nella ricevuta. Il costo si può chiedere a chi paga insieme agli altri rimborsi.
Che cos’è la soglia dei 5.000 euro?
Fino a 5.000 € lordi l’anno di compensi occasionali, contando tutti quelli che ti pagano, non si versano i contributi INPS. Oltre, sulla parte in più si paga la Gestione Separata (due terzi chi paga, un terzo tu) e la dichiarazione va tolta. Per i casi particolari chiedi a un commercialista o al CAF.
E la ricevuta di pagamento generica?
Serve per dimostrare di aver ricevuto dei soldi: una caparra, una quota, la vendita di un oggetto usato, l’affitto di un posto auto. Dice chi ha pagato, quanto (anche in lettere), per che cosa e come; oltre 77,47 € vuole anche lei la marca da bollo da 2 €.
Sono un docente: posso fare una prestazione occasionale?
Sì. Da dipendente pubblico, per un incarico pagato fuori dalla tua scuola di solito serve prima l’autorizzazione del dirigente (art. 53 del D.Lgs. 165/2001); alcune attività, come la formazione, le pubblicazioni e i convegni, sono escluse. In caso di dubbio chiedi in segreteria. La ricevuta si fa allo stesso modo.
I miei dati vengono salvati?
Solo nel tuo browser, per ritrovarli la volta dopo insieme al numero dell’ultima ricevuta: non arrivano a nessun server e il PDF si crea nella pagina. «Nuova ricevuta» tiene i tuoi dati e propone il numero successivo.
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