Lettere pronte: autocertificazione, MAD, accesso agli atti, delega, liberatoria
I documenti che si scrivono più spesso a scuola e in Comune, già impostati con le formule giuste: scegli il modello, scrivi una volta i tuoi dati (valgono per tutti), completa i campi e guarda l’anteprima. Il PDF è pronto da firmare, il Word si può ancora modificare; un campo lasciato vuoto diventa una riga da riempire a penna.
Come si usa
- Scegli il modello e scrivi una volta i tuoi dati: valgono per tutti i modelli.
- Completa i campi del documento e controlla l’anteprima.
- Scarica il PDF o il Word, stampalo e firmalo.
Perché nel browser
I modelli che girano in rete sono spesso file Word vecchi, con le formule di legge sbagliate o da sistemare a mano per il maschile e il femminile, e i siti che li compilano chiedono di registrarsi. Qui il documento si compone nel browser con le formule aggiornate, «Il sottoscritto» o «La sottoscritta» al posto giusto, e i tuoi dati restano sul tuo dispositivo.
Domande frequenti
Che cos’è l’autocertificazione e quando si usa?
È la dichiarazione sostitutiva di certificazione (art. 46 del DPR 445/2000): al posto del certificato dichiari tu nascita, residenza, cittadinanza, stato di famiglia, titolo di studio, assenza di condanne e le altre voci previste. Gli uffici pubblici e i gestori di servizi pubblici devono accettarla, i privati possono. Chi dichiara il falso commette un reato (art. 76).
Serve l’autentica della firma?
No: la firmi tu. Se non la firmi davanti all’impiegato che la riceve, la consegni o la mandi (anche per e-mail o PEC) insieme alla copia di un documento d’identità (art. 38 del DPR 445/2000).
Che differenza c’è con l’atto di notorietà?
L’atto di notorietà (art. 47) serve per i fatti, gli stati e le qualità che conosci direttamente e che non sono nell’elenco dell’art. 46: per esempio lo smarrimento di un documento, oppure la conformità all’originale delle copie che alleghi a una domanda.
MAD o interpello?
Nelle scuole statali, quando le graduatorie sono esaurite, le supplenze si assegnano con gli interpelli che la scuola pubblica sul suo sito (OM n. 88/2024, art. 13, comma 23): si risponde all’avviso, con il modulo della scuola se c’è. La messa a disposizione (MAD) resta per le scuole paritarie, il personale ATA e le scuole che la chiedono. Controlla sempre le regole dell’anno.
Accesso agli atti o accesso civico?
Con l’accesso agli atti (L. 241/1990) chiedi i documenti che ti riguardano e spieghi perché ti servono; con l’accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013) chiunque può chiedere documenti e dati di un ente pubblico senza motivazione, tranne quelli riservati. L’ufficio risponde entro 30 giorni.
La liberatoria per un figlio la firmano tutti e due i genitori?
È meglio di sì: le decisioni sull’immagine dei figli spettano a entrambi i genitori. La pagina prepara lo spazio per due firme se scrivi il nome dell’altro genitore. La liberatoria è gratuita e si può revocare in ogni momento.
I miei dati dove finiscono?
Restano solo nel tuo browser, per ritrovarli la volta dopo: «I tuoi dati» valgono per tutti i modelli e ogni modello ricorda i suoi campi. Il PDF e il Word si creano nella pagina e non arrivano a nessun server.
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